Salta al contenuto principale
SetupLab.it

Mouse gaming wireless

Recensione ASUS ROG Gladius III Wireless: il mouse con switch intercambiabili che ho vissuto sul campo

ASUS ROG Gladius III Wireless offre switch intercambiabili, forma comoda e tripla connettività, ma peso e autonomia si fanno sentire.

Recensione a cura di Marco Rinaldi
ASUS ROG Gladius III Wireless mouse gaming wireless vista principale con illuminazione RGB

Il verdetto in sintesi

Verdetto rapido

Comodo, accurato e personalizzabile come pochi, è una scelta solida per chi gioca in palm grip e vuole un mouse destinato a durare. Peso e autonomia sono i compromessi da accettare.

Punti di forza

  • Switch hot-swappable a tre o cinque pin, cavo removibile e piedini sostituibili con ricambi inclusi.
  • Forma asimmetrica comoda in palm grip e versatile anche in claw e fingertip.
  • Click tattile e istantaneo grazie al design zero-gap, senza pre-travel.
  • Tripla connettività con tre dispositivi Bluetooth, dongle 2,4 GHz e cavo.

Punti deboli

  • A 89 grammi non è leggero come molti rivali wireless.
  • L'autonomia è altalenante e cala nettamente con l'RGB acceso.
  • La finitura liscia dei tasti raccoglie gli oli della pelle.

ASUS ROG Gladius III Wireless mouse gaming wireless vista principale con illuminazione RGB

1. Introduzione e verdetto rapido

Appena tirato fuori dalla scatola, la prima cosa che mi ha incuriosito non è stata la forma. È quello che nasconde sotto il guscio: gli switch si cambiano a mano, senza saldatore. L’ASUS ROG Gladius III Wireless è un mouse da gaming ergonomico e asimmetrico, pensato per la mano destra, con sei pulsanti programmabili e una scocca più grande della media. Tutta la sua filosofia ruota attorno a un’idea sola: durare. E si vede dappertutto, dai piedini agli switch fino alla batteria.

Verdetto rapido: comodo, accurato e personalizzabile come pochi, l’ho usato con gusto in partite frenetiche. Non è un peso piuma e l’autonomia non è il suo pezzo forte, ma la presa, il click e la libertà di smontarlo lo rendono una scelta solida per chi gioca in palm grip e vuole un mouse che invecchi bene.

2. Design, forma e qualità costruttiva

Pesa 89 grammi e, secondo la scheda tecnica dedicata al modello, misura 126 mm di lunghezza per 67 di larghezza e 45 di altezza. Leggerissimo non è. Dopo settimane passate con mouse ultraleggeri, prenderlo in mano è stato un piccolo shock: c’è più materia sotto le dita. Eppure pesante davvero non l’ho mai sentito. La forma asimmetrica sale alta dal piano e spinge contro il palmo, ed è proprio lì che si gioca tutto.

Io gioco in palm grip, e con questo mouse mi sono trovato a casa dal primo minuto. La gobba pronunciata riempie la mano, la curvatura sul lato destro dà stabilità e c’è spazio per appoggiare o sollevare il mignolo. Va bene anche in claw e in fingertip, perché lo svaso laterale tiene ferma la mano. Se hai la mano grande e ami tenerla staccata dalla scrivania, qui sei nel posto giusto.

ASUS ROG Gladius III Wireless vista a tre quarti del design ergonomico asimmetrico per la mano destra

I materiali raccontano scelte interessanti. Sopra c’è plastica nera opaca con una finitura satinata che brilla appena. I due fianchi sono incisi in modo diverso: a sinistra un motivo largo e irregolare con la scritta «ROG Gladius» che si illumina di RGB, a destra un pinstripe fitto e ordinato. Le striature danno presa e la mano resta ancorata. Quello che mi è piaciuto meno è la finitura liscia dei tasti principali: contornati sì, ma senza texture, e dopo un po’ raccolgono gli oli della pelle. Non scivola, però si sporca. Una nota sulla costruzione: premendo i fianchi non c’è alcun gioco, mentre sulla parte alta dei tasti ho avvertito un minimo cedimento, con gli switch interni che si percepiscono appena. Dettaglio da nulla, niente che dia fastidio nell’uso reale.

3. Sensore e prestazioni di gioco

Sotto lavora un sensore ottico da 19.000 DPI, tarato da ASUS fino a 26.000 DPI, con velocità massima di 400 IPS e accelerazione fino a 50 G. Per curiosità l’ho portato a 26.000 DPI: ingestibile, il cursore schizzava ovunque. Nell’uso normale sono rimasto su valori molto più bassi e la precisione è stata impeccabile.

La distanza di lift-off è bassissima. Su «low» il sensore smette di leggere già al primo disco di altezza, su «high» legge appena: tradotto, il cursore non vaga quando sollevo il mouse per riposizionarlo. In gioco ci sono andato d’istinto, senza dover ricalibrare nulla nel passaggio dal mio mouse abituale. Niente jittering, niente lag, niente intoppi. Per le sessioni veloci ho usato il 2,4 GHz e il cavo, dove la latenza è ridotta al minimo, e su sparatutto come Rainbow Six Siege il puntamento è finito esattamente dove volevo. Il polling rate arriva a 1.000 Hz; in qualche titolo ho preferito scendere, perché a 1.000 Hz lo sentivo quasi troppo reattivo in fase di mira. Questione di gusti, non di limiti del mouse.

ASUS ROG Gladius III Wireless profilo laterale con incisioni RGB Republic of Gamers sul fianco

4. Pulsanti, switch e rotellina

Qui il Gladius III cala l’asso. Gli switch sono hot-swappable grazie al design Push-Fit Socket: si tolgono e si rimettono con una pinzetta inclusa nella confezione, zero saldature. Nella scatola ho trovato due tipi di switch, i ROG micro rossi e gli Omron ottici, e il socket accetta sia il formato a tre pin sia quello a cinque. I cinque pin sono un filo macchinosi da infilare, ci vuole pazienza. Per il resto ho tenuto i ROG rossi quasi sempre: click tattile, deciso, affidabile. Gli Omron mi sono sembrati un pelo più leggeri nell’azione ma con un suono più cavo, così sono rimasto sui rossi.

Il click, da solo, è una soddisfazione. Il meccanismo a pulsante pivotato azzera il pre-travel: nessun gioco prima dello scatto, il tasto poggia dritto sullo switch e l’attuazione è istantanea. La sensazione cambia un po’ a seconda di dove premo — più pesante verso la base, più morbida in punta — ma te ne accorgi solo cambiando presa. I pulsanti laterali sono fatti bene: scatto pieno e soddisfacente, resistenza giusta, zero pressioni accidentali mentre giocavo. Non si possono sostituire, ma sono proprio gli switch dei tasti principali, quelli che si consumano per primi, a essere intercambiabili. I ROG Micro Switches installati di serie sono dichiarati per 70 milioni di click; il valore può cambiare montando switch compatibili differenti. La rotellina mi è piaciuta parecchio: gommata, tacche nette, scorrimento fluido e un bagliore RGB opaco e discreto, mai aggressivo. Il tasto DPI in alto è un piccolo triangolo lucido, difficile da premere per sbaglio. Scelta azzeccata.

ASUS ROG Gladius III Wireless dettaglio controlli e switch intercambiabili Push-Fit primo piano

5. Connettività e durata della batteria

Tre modi per collegarlo, e li ho usati tutti: 2,4 GHz con dongle, Bluetooth e cavo USB-C. Via Bluetooth accoppi fino a tre dispositivi e passi dall’uno all’altro con un pulsante, con un LED che cambia colore per dirti su quale sei. L’ho attaccato anche a un MacBook in Bluetooth e ha funzionato senza una piega. Tra 2,4 GHz e Bluetooth, nell’uso quotidiano, non ho percepito differenze di velocità; ma per giocare il dongle resta la via a latenza più bassa.

Il dongle si infila in un alloggiamento magnetico sotto il mouse, così non lo perdi, e in confezione c’è un adattatore-prolunga per avvicinarlo ed evitare cali di segnale. Il cavo è il ROG Paracord, intrecciato in tessuto, morbido e leggero, davvero poco invadente, anche se è sottile e tende a piegarsi. La ricarica via USB-C è comodissima e rapida. I piedini in PTFE al 100% sono scivolosissimi e rendono il mouse agile sul tappetino, con quattro ricambi inclusi.

Sull’autonomia, invece, sono più tiepido. ASUS dichiara fino a 55 ore in 2,4 GHz e 85 ore in Bluetooth con l’RGB spento; accendendo l’illuminazione si crolla parecchio. L’ho trovata altalenante: dura di più in Bluetooth che in wireless e non regge il confronto con i migliori mouse che ho provato di recente. Un aiuto arriva dall’RGB intelligente, che si spegne in fretta quando il mouse resta fermo per risparmiare carica. Peccato doverlo sacrificare, perché l’illuminazione qui è una delle cose più riuscite.

ASUS ROG Gladius III Wireless dettaglio porta di ricarica USB-C frontale per connettività cablata

6. Software e personalizzazione

Tutto passa da Armoury Crate. Da lì ho riprogrammato i pulsanti, registrato macro, gestito i quattro livelli di DPI, il polling rate e l’angle snapping. La scheda illuminazione offre una lista lunga di effetti — Static, Breathing, Color Cycle, Reactive, Rainbow, Comet, Battery Mode e Aura Sync — e parte al 50% di luminosità, con un avviso quando sali al 100% perché la batteria si scarica più in fretta. Le tre zone RGB sono la rotellina, il logo posteriore e l’incisione laterale, e con Aura Creator puoi crearti animazioni su misura. Il mouse salva fino a cinque profili nella memoria onboard, richiamabili anche dal pulsante sul fondo. La memoria interna conserva le impostazioni principali, ma non supporta macro o scorciatoie di Windows: per quelle serve Armoury Crate in esecuzione. C’è pure la calibrazione della superficie, automatica sui preset o manuale sul tuo tappetino, e la regolazione del lift-off tra basso e alto. Nella scheda alimentazione si impostano l’avviso di batteria scarica e lo standby, di default fissato a tre minuti: un po’ corto, l’ho allungato. Una segnalazione onesta: una volta il software si è bloccato su un aggiornamento e ha smesso di rispondere. Capita, ma è giusto saperlo.

7. Pro e contro

Pro

  • Switch hot-swappable a tre o cinque pin, cavo removibile e piedini sostituibili con ricambi inclusi: un mouse pensato per durare anni
  • Forma asimmetrica che spinge nel palmo, comodissima in palm grip e versatile su claw e fingertip
  • Click tattile e istantaneo grazie al design zero-gap, senza pre-travel
  • Connettività tripla con tre dispositivi Bluetooth, dongle 2,4 GHz e cavo, perfetta per passare tra più sistemi

Contro

  • A 89 grammi non è leggero come molti rivali wireless
  • Autonomia altalenante, ridotta in modo netto dall'RGB acceso
  • La scocca liscia dei tasti raccoglie gli oli della pelle

8. Verdetto finale

Dopo averlo usato sul serio, l’ASUS ROG Gladius III Wireless mi ha conquistato per quello che è: un mouse comodo, accurato e costruito per non finire nel cassetto dopo un anno. La forma è il suo punto di forza — riempie la mano, dà stabilità e regge bene tutte le prese, con un debole per il palm grip. Il click è tra i più soddisfacenti che abbia mai provato, la libertà di smontarlo e cambiare gli switch è roba rara, e in gioco non mi ha mai tradito.

Lo consiglio a chi gioca in palm grip e cerca un mouse ergonomico destinato a durare, a chi deve gestire più dispositivi tra gaming e lavoro, e a chiunque sia stanco dei mouse che dopo mesi cominciano a fare doppio click senza rimedio. Se invece insegui il peso piuma assoluto o un’autonomia infinita, qualche compromesso qui lo trovi. Per tutti gli altri, è un mouse che merita la mano.

ASUS ROG Gladius III Wireless vista posteriore con logo ROG illuminato e dettaglio scocca

Domande frequenti

L'ASUS ROG Gladius III Wireless è adatto a mani grandi?

Sì, e direi che le mani grandi sono il suo terreno ideale. È un mouse più grande della media, alto sul piano, che spinge nel palmo: comodissimo in palm grip, soprattutto tenendo la mano staccata dalla scrivania. Funziona bene anche in claw e fingertip, grazie allo svaso laterale che stabilizza la presa.

Funziona con Mac?

Sì, come normale mouse Bluetooth: l'ho collegato a un MacBook senza la minima difficoltà e gira liscio. Il Bluetooth permette di associare fino a tre dispositivi e alternarli con un pulsante. Tieni però presente che la configurazione completa tramite Armoury Crate è pensata per Windows, quindi su macOS non hai accesso allo stesso livello di personalizzazione del software.

Posso davvero sostituire gli switch da solo?

Sì, ed è la caratteristica che lo distingue. Il design Push-Fit Socket ti fa estrarre e reinserire gli switch a mano con la pinzetta inclusa, senza saldature. Accetta sia il formato a tre pin sia quello a cinque, e nella confezione trovi sia gli switch ROG micro sia gli Omron ottici. Se in futuro iniziassero i temuti doppi click, li cambi e via.

Quanto dura la batteria?

ASUS dichiara fino a 55 ore in modalità 2,4 GHz e fino a 85 ore in Bluetooth con l'RGB spento; accendendo l'illuminazione l'autonomia cala in modo sensibile. Nella mia esperienza è risultata altalenante, con una durata maggiore in Bluetooth. La ricarica via USB-C è comunque rapida e comoda, e l'RGB si spegne da solo quando il mouse resta fermo.

Argomenti trattati

Per approfondire